Archiviato in: RIABILITAZIONE

4 mag 2017

La sindrome da dolore subacromiale è definita come qualsiasi problematica alla spalla non traumatica, solitamente monolaterale, con dolore localizzato intorno l’acromion, che di solito peggiora durante o dopo il sollevamento del braccio. I seguenti termini sono comunemente legati alla sindrome da dolore subacromiale: borsite, tendinosi calcifica, tendinopatia del sovraspinoso, lesione parziale della cuffia dei rotatori, tendinite del muscolo bicipite brachiale e degenerazione dei tendini della cuffia dei rotatori.

L’interesse per l’eziologia, la diagnosi e il trattamento dei soggetti con dolore alla spalla continua ad aumentare. Mentre vi sono informazioni disponibili per la sindrome da dolore subacromiale, v’è la ricerca limitata per quanto riguarda adeguati programmi di riabilitazione per quei soggetti che presentano i segni clinici della discinesia scapolare. Affinché i medici diventino più consapevoli dell’influenza scapolare sulle lesioni della spalla, una corretta informazione è necessaria per aiutare il paziente durante la riabilitazione, concentrandosi sul controllo scapolare.

La scapola è fortemente dipendente dall’attivazione muscolare per quanto riguarda la sua mobilità e la sua stabilità, vista la stabilità minima offerta dalle strutture ossee adiacenti. La combinazione delle azioni delle fibre del trapezio superiore e inferiore con il dentato anteriore (SA) e i muscoli romboidali fornisce una stabilità scapolare dinamica. La funzione principale del trapezio superiore (UT) è quella di generare la retrazione della clavicola necessaria per evitare un’eccessiva rotazione interna della scapola. La funzione principale del trapezio inferiore (LT) è quella di ruotare la scapola verso l’alto durante l’elevazione del braccio. I muscoli romboidi assistono il LT nella stabilizzazione della scapola controllando lo scorrimento mediale e laterale. Il SA è il muscolo che contribuisce a tutti i componenti normali del movimento tridimensionale della scapola (rotazione verso l’alto, retroversione, rotazione esterna) durante l’elevazione del braccio, stabilizzando il suo bordo mediale e l’angolo inferiore, ed è anche responsabile della protrazione scapolare.

La discinesia scapolare si riferisce al movimento disfunzionale della scapola e descrive la perdita di controllo ottimale della meccanica scapolare. La discinesia scapolare non è considerata una patologia e non è sempre direttamente correlata ad una lesione o sofferenza specifica. Tuttavia, questo cambiamento riduce la funzionalità della spalla, a discapito dell’articolazione acromiale, dello spazio subacromiale, della corretta attivazione muscolare, del posizionamento e del movimento del braccio, che può portare alla comparsa dei sintomi. Il risultato finale della maggior parte di questi fattori eziologici è una scapola protratta, che può portare a una diminuzione dello spazio subacromiale, alla diminuzione della forza muscolare della cuffia dei rotatori a causa della scarsa stabilizzazione della scapola, e all’aumento dello stress nel legamento gleno-omerale anteriore.

La discinesia scapolare può essere valutata e classificata come “sì” o “no” con una correttezza del 79%, un’affidabilità moderata e buona sensibilità (76%). La discinesia scapolare può anche essere classificata come: tipo 1 o prominenza dell’angolo inferiore, che è associata ad una eccessiva inclinazione anteriore; tipo 2 o prominenza del bordo mediale, che è associata ad una rotazione interna scapolare eccessiva; e tipo 3 o prominenza del margine superiore, che è associata ad una scapola elevata.

Alcuni autori descrivono la discinesia scapolare come causa-effetto di diversi disturbi del complesso della spalla. Per questo motivo quando si parla di riabilitazione della spalla, il lavoro sul piano scapolare deve essere incluso nel trattamento dei soggetti con questi disturbi. Attualmente, il trattamento descritto in letteratura si basa su esercizi che aumentano la flessibilità dei tessuti molli e la gamma di movimento (ROM). Altri autori hanno suggerito anche esercizi di rinforzo per i muscoli periscapolari senza sovraccaricare i muscoli iperattivi.

Tuttavia, v’è la necessità di ulteriori indagini e di ulteriori descrizioni dei programmi di riabilitazione focalizzati sulla correzione della discinesia scapolare durante il trattamento dei pazienti con sindrome da dolore subacromiale. Il programma delineato in questa serie di casi ha sottolineato il controllo scapolare e le prestazioni muscolari. Pertanto, lo scopo di questa serie di casi è stato quello di descrivere un programma di riabilitazione che sottolinea la correzione della discinesia scapolare per tutte le persone con evidenza clinica di sindrome da dolore subacromiale.

I quattro atleti dilettanti selezionati per lo studio in questione mostravano segni clinici di sindrome da dolore subacromiale e discinesia scapolare e ciascuno ha intrapreso un protocollo di trattamento costituito da tre fasi. Nella fase 1 ci si è concentrati sul sollievo dal dolore, sul controllo scapolare, e sul recupero di un normale range di movimento (ROM). Nella fase 2 l’attenzione si è incentrata sul potenziamento muscolare, e nella fase 3 l’attenzione si è posta sull’allenamento del controllo motorio e sensoriale.

Tutti i soggetti presentavano meno dolore, un miglioramento delle prestazioni sportive e della funzionalità, un’aumentata forza muscolare per quanto riguarda i movimenti di elevazione della spalla e di rotazione esterna e un’aumentato ROM per la rotazione interna. E’ stato anche osservato un miglioramento dell’attivazione muscolare del muscolo dentato anteriore (SA).

I risultati di questa serie di casi suggeriscono che i soggetti con test clinici positivi per la sindrome da dolore subacromiale possono mostrare un miglioramento significativo con un intervento focalizzato sulla correzione della discinesia scapolare. L’attivazione del muscolo Dentato Anteriore può svolgere un ruolo importante in questo processo, dato che tutti i soggetti presentavano un suo migliore reclutamento dopo la riabilitazione, come misurato da elettromiografia.

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